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 La Villa Reale di Monza nacque come simbolo del prestigio e della magnificenza della corte asburgica. L’imperatrice Maria Teresa, interessata a tutto quanto potesse accrescere il lustro della corte imperiale, ne decise l’edificazione proprio nel momento in cui stabilì di assegnare al suo terzogenito Ferdinando, l’incarico di Governatore Generale della Lombardia austriaca; sino allora i Governatori di Milano trascorrevano la stagione estiva ospiti di qualche famiglia aristocratica. La scelta del luogo ricadde su Monza per
"la salubrità dell’aria e l’amenità del paese circonvicino.." assumendo però anche un forte significato simbolico in funzione di un ideale collegamento tra Milano e Vienna, in quanto la villa si trova sulla direttrice per la capitale
asburgica.
Il 17 aprile del 1777 l’imperatrice autorizzò l’avvio della costruzione della villa sotto le direttive dell’imperiale regio architetto Giuseppe Piermarini che, nel giro di soli tre anni, portò a compimento la costruzione del grandioso ed imponente complesso corredato di giardino all’inglese e di due viali destinati a costruire un imponente asse prospettico di fronte alla villa stessa, che influenzeranno in maniera rilevante l’assetto urbanistico della città.
La soluzione planimetrica ad "U" è riconducibile all’impianto tipico delle ville lombarde settecentesche. Dal corpo centrale, sviluppato su due soli piani, si allungano anteriormente due ali della stessa altezza terminanti con due avancorpi cubici più bassi - la Cappella di Corte a sinistra e la Cavallerizza a destra che danno origine al cortile d’onore. Un’ampia "anticorte" semicircolare ed altri due edifici tangenti il corpo a "U" e destinati ai servizi, conferiscono al complesso una solenne monumentalità.
Il corpo principale si sviluppa su due piani, e la facciata dall’andamento orizzontale scandito da due ordini di finestre, è movimentata al centro dal volume della scalinata che enfatizza il nucleo principale dell’edificio, concluso in alto dal belvedere. Al solo corpo nobile, fondale prospettico e simbolo del potere politico, è riservata l’applicazione degli ordini classici; al suo interno, infatti, erano situati gli appartamenti arciducali e quelli per ricevere e intrattenere gli ospiti. Le due ali nobili erano invece adibite ad alloggio dei visitatori e dei domestici: i primi sistemati nei piani principali, gli altri nei sovrapposti mezzanini.
continua ...
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