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Durante i 25 secoli della sua esistenza, Milano ha ricevuto troppe ingiurie per non averne dovuto subire conseguenze irreparabili. L'epilogo di molte inquiete vicende fu spesso la cancellazione delle tracce di civiltà precedenti o, nel migliore dei casi, delle soluzioni urbanistiche e ambientali scelte da quelle civiltà. Tuttavia, nell'odierno caotico ammasso di quartieri e di costruzioni, i monumenti cittadini restano come isolate testimonianze di alcuni momenti di splendore.
Piazza Mercanti
Tra Piazza Mercanti e Via Mercanti - immediatamente a ovest di Piazza Duomo - un gruppo di edifici offre uno splendido esempio dello sviluppo dell'architettura civile milanese dal medio evo al Seicento. In Piazza mercanti sorge il Palazzo della regione o Broletto Nuovo, l'edificio più insigne della Milano dell'epoca comunale. Fu costruito nel 1228 ed è formato da un pianterreno sopraelevato aperto da tre file di arcate e di un piano superiore ornato di trifore. Nel 1770 venne innalzato di un piano e alterato nei caratteri architettonici. Sopra un pilastro è l'altorilievo raffigurante il podestà
Oldrado da Tresseno, opera attribuita al grande scultore romanico
Benedetto Antelami. Dall'altro lato della piazza è l'elegante costruzione trecentesca della Loggia degli Osii (1316) eretta in marmi bianchi e neri per volere di Matteo Visconti. A lato il seicentesco Palazzo delle Scuole Palatine costruito da Carlo Buzzi nel 1645 sull'area di un'antica scuola dove avrebbe insegnato anche Sant'Agostino. Chiude infine la piazza l'avanzo della Casa dei Panigarola
(XV secolo), dove aveva sede l'ufficio degli Statuti. Al n. 2 di Via Mercanti sorge il Palazzo dei Giureconsulti che papa Pio
IV, il milanese Angelo Maria Medici, fece costruire nel tardo Rinascimento (1562). Il nucleo della torre (con orologio), che si trova nel mezzo della facciata, risale al 1272.
Antico Ospedale Maggiore - Via Festa del Perdono
Quella che i milanesi chiamavano un tempo "Ca' Granda" fu voluta da Francesco sforza, che nel 1456 decise di riunire in un'unica istituzione le innumerevoli case ospedaliere pullulanti in città. A partire da Antonio
Averulino detto il Filarete, che firmò il progetto del corpo principale, numerosi furono i grandi architetti che vi misero le mani fino ad arrivare ai primi anni dell'Ottocento, per cui ne è risultato un singolare e suggestivo insieme di stili, di motivi, di decorazioni. Il corpo principale del Filarete rappresenta un tipico esempio di architettura di transizione, con elementi rinascimentali e
reminiscenze gotiche. L'interno è dominato dal maestoso "cortilone" a portico su colonne e grandiosa loggia. La Cà Granda assolse le funzioni di Ospedale fino al 1942; attualmente ospita il rettorato, gli uffici ed alcune facoltà dell'Università degli Studi la cui entrata è in Via Festa del Perdono 5. Gli ambienti interni contengono una ricchissima Quadreria composta da circa 900 dipinti commissionati dai benefattori dal 16002, come da disposizione di un capitolo.
i monumenti
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